

Come si è visto i parlanti greco, greci o orientali, erano presenti in tutte le regioni del mondo antico, incluse dunque le province occidentali dell'Impero romano dove però la consuetudine con l'alfabeto greco era assai rara. Gli esiti cui l'incontro tra una committenza greca e la tradizione lapidaria latina porta, presentano peculiarità sia sotto il profilo più squisitamente paleografico, sia sotto quello ampiamente culturale. L'esempio qui presentato è una iscrizione dedicatoria ad Asklepios, redatta nella città romana di Colonia Agrippinensis (Köln, vd. B. e H. Galsterer, Die römischen Steininschriften aus Köln, Köln 1975, n.7) da un lapicida che evidentemente ha dovuto 'costruire' le lettere greche utilizzando i modelli di quelle latine: questo è particolarmente evidente per l'omega; inoltre la scarsa familiarità con la scrittura greca (forse anche da parte del committente) ha originato lo strano 'errore'nella prima linea, in cui Asklepios appare inciso con una geminazione di sigma, peraltro quadrate, ma chiaramente sovrapposte a una C, presumibilmente una sigma lunata nel testo manoscritto che serviva da modello.
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© Lucia Criscuolo 1999