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Insegna di un interprete di sogni

 

 

La conservazione dei colori sui documenti epigrafici è sempre stata favorita nei climi secchi di alcune aree del mondo greco, come l'Egitto o le città situate lungo le vie carovaniere nelle zone desertiche. Qui si vede dunque un altro esempio di epigrafe tracciata su una superfice di pietra calcarea, scolpita in foggia di naiskos (piccolo tempio), decorata con l'immagine di un Apis, bue sacro venerato a Memphis, e di un altare "a corni"; questo curioso oggetto, di piccole dimensioni (cm. 35x25), era probabilmente l'insegna, posta forse su un banchetto, di un interprete di sogni di origine cretese, il quale per di più l'aveva concepita in poesia (in musica ?) utilizzando due trimetri giambici, vd. E. Bernand, Inscriptions métriques de l'Egypte gréco-romaine, Paris 1969, n.112 e M. Guarducci, Epigrafia greca, IV, pp.118-119.


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© Lucia Criscuolo 1999