L'impulso a lasciare memoria scritta di un atto o di una decisione nasceva
spesso dalla pratica religiosa e difatti i luoghi di culto e specialmente
i grandi santuari hanno restituito un' impressionante quantità di
epigrafi incise su oggetti votivi, di grandi proporzioni come statue, colonne
o monumenti architettonicamente complessi, ma anche di modesto valore;
in alcuni casi poi le epigrafi sono state tracciate sulle pareti degli
edifici di culto o, come nell'esempio che si può vedere, degli edifici
che custodivano le offerte votive di una comunità: qui si tratta
del Tesoro degli Ateniesi a Delfi, costruito per commemorare la vittoria
di Maratona (Paus., X, 11,5), e sulle cui pareti vennero lasciate memorie
delle celebrazioni in onore di Apollo Pizio che comportavano l'invio da
Atene a Delfi di gruppi di paides e militari i cui nomi sono pertanto
incisi su una parete del Tesoro (si veda qui sul blocco inferiore una parte
di FD III, 2, 12 incisa con belle lettere eleganti e apicate, relativa
alla Pythaide del 128 a.C., mentre sul blocco superiore, in lettere più
piccole e meno curate, FD III, 2, 28 relativa alla Pythaide del 106 a.C.).
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© Lucia Criscuolo 1999