

La lavorazione del bronzo come supporto scrittorio comprendeva tecniche differenti, come si può vedere, inclusa quella a sbalzo utilizzata in questo esempio rinvenuto nel santuario oracolare di Dodona, in Epiro, e ora conservato nel Museo Nazionale di Atene.
Si tratta di una lamina, di cui restano due frammenti relativamente ampi, che conteneva il testo di un decreto di concessione della cittadinanza epirota a un certo Demarchos, figlio di Dameas, Acheo. Il decreto è databile intorno al 170 a.C. per la presenza in esso, quale magistrato eponimo, dello stratego Antinoo; questo personaggio infatti è sicuramente identificabile con uno dei capi dei Molossi, sostenitore di Perseo nella sua lotta contro i Romani, nella quale perirà valorosamente, menzionato da Polibio nelle sue Storie (XXVII, 15, 7 e XXX, 7, 2). Per il testo, così come è stato integrato e un breve commento si veda P. Cabanes, L'Épire de la mort de Pyrrhos à la conquête romaine, Paris 1976, p. 553, n. 32.
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© Lucia Criscuolo 1999